PIANO DI PROTEZIONE CIVILE APPLICAZIONE PER IL RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO

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14/11/2018

Il Piano Comunale di protezione civile è uno strumento finalizzato alla pianificazione delle attività ed interventi di emergenza e soccorso che devono essere attuati in occasione del verificarsi di eventi che condizionano la sicurezza delle persone ovvero interferiscono anche in modo grave con il normale andamento delle attività antropiche.
Tale strumento è, quindi, principalmente orientato alla salvaguardia della vita umana e secondariamente, dove la risposta dell’ambiente fisiografico lo consente, alla protezione dei beni.

Il Piano di Protezione di Protezione Civile è uno strumento "indispensabile" per la mitigazione degli effetti producibili a seguito del verificarsi di un’inondazione e/o di una frana, in tutte quelle aree dove l’attività di minimizzazione del rischio con altri strumenti (opere, norme, vincoli) è condizionata dal ridotto grado di libertà imposto dal sistema antropizzato, ovvero dai tempi lunghi che spesso sono necessari per lo sviluppo di tali interventi.

Il Piano è, inoltre, uno strumento "necessario" che deve essere approntato anche in quelle aree in cui, l’adozione di altre tipologie di intervento, pur riducendo gli effetti , ovvero la frequenza, comporta comunque il perdurare di un rischio residuale. Va però detto che, sebbene il Piano nasca per gestire situazioni di elevata criticità, in realtà, per le analisi di rischio che sviluppa al suo interno e per le metodologie che adotta assume significati e valenze certo ben più ampie. Infatti attraverso l’analisi sistematica del rischio è possibile affrontare il problema del riuso dell’edificato fornendo, nel contempo, idee ed indirizzi alla programmazione futura dell’edificabile.

Il Piano di protezione civile diventa così lo strumento trasversale che attraversa tutti i diversi livelli di pianificazione (in particolare gli strumenti urbanistici generali ed il piano di bacino) pur non appartenendo intrinsecamente a nessuno di essi.

Il Piano di emergenza non può infatti essere equiparato e/o sostitutivo e/o alternativo né allo studio di piano regolatore in chiave puramente urbanistica, né alla pianificazione di bacino così come indicato dalla L. n. 183/89 sulla difesa del suolo, ma, ad entrambi, può fornire importanti supporti.

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